Descrizione
L’ESTATE TREVIGLIESE… CONTINUA!
Non si è mai fermata, ma superato il giro di boa di Ferragosto l'estate trevigliese è pronta a tornare per un fine agosto con una lunga serie di appuntamenti di ogni tipo.
Domenica 20 agosto saranno gli oltre 150 banchi di Antico in via ad animare la città, con la tradizionale e apprezzata varietà dell’offerta fatta di mobili, porcellane, dipinti, orologi, libri, stampe, modernariato, collezionismo, accessori vintage e bijoux. Un appuntamento che cresce mese dopo mese, allargando ormai i confini di espositori e visitatori ben oltre quelli regionali.
Martedì 22 agosto tornerà invece protagonista il teatro, con La luna e i falò, l'ultimo appuntamento dell'applauditissima rassegna estiva del Teatro Nuovo Treviglio inserita in deSidera Teatro Festival. A esibirsi nel Chiostro della Biblioteca Civica alle ore 21 sarà Luigi D'Elia, che è anche l'autore dello spettacolo con la regia di Roberto Aldorasi e la produzione della Compagnia INTI. Lo spettacolo è liberamente ispirato a La luna e i falò di Cesare Pavese e racconta la nota storia di un uomo che torna dopo lungo tempo nella terra dove è cresciuto e la ritrova divisa e ferita dalla guerra. Tutto è lì, ancora lì, eppure è abitato da Altro, sospeso in una dimensione straniante e sfocata. Tre amici lentamente si ritrovano ad attraversare questa terra tramortita dove qualcosa non torna. Tra ricordi e vita reale, vecchi scherzi e parole sussurrate sotto la luna, lentamente scivoleranno in un sogno feroce e meraviglioso che li porterà così lontano da sfiorare, nelle maglie più luminose della memoria, un luogo sacro che va ben oltre i paesi, le identità, le Patrie. In questo spettacolo D’Elia sposta il fuoco sull’umano, sulla ricerca interiore, sulle domande pressanti che hanno a che fare con il ricordare, con la memoria, privata e collettiva, approdando alla sua prima vera opera come autore. Lo fa in compagnia di Cesare Pavese, di un romanzo amato e di Roberto Aldorasi, regista e ricercatore, con il quale condivide quest’ultima creazione. Una riscrittura del romanzo di Pavese che è un lavoro sulla memoria e l’oblio, sulle case e sulle identità, che ci fanno umani, prima di tutto, sempre e perennemente in cammino. Verso cosa? Verso quale terra? L'autore e protagonista ha voluto attraversare La luna e i falò con domande nuove: se avessimo sbagliato tutto? Se la memoria avesse bisogno di essere cantata in un altro modo intorno al quale non ci siamo mai realmente interrogati? E se invece fosse l’oblio a portare la luce? E un paese ci vuole davvero? In questo tempo di grandi cambiamenti e domande, collettive e private, sui temi delle origini, delle identità, del passato e delle patrie, lo spettacolo desidera fare tesoro di un’apertura e osare attraversare quest’apertura con coraggio e con il caro, carissimo, Cesare Pavese. Come se lo incontrassimo per la prima volta. L'ingresso è libero, fino a esaurimento posti
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Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026, 16:07