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Cava di via Bergamo, la Cassazione dà ragione al Comune di Treviglio

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Holcim, confermando la sanzione di 511mila euro irrogata dal Comune per violazioni nella coltivazione della cava di via Bergamo. Una vicenda durata dieci anni.

Data :

20 ottobre 2022

Categorie:
Comune
Cava di via Bergamo, la Cassazione dà ragione al Comune di Treviglio
Municipium

Descrizione

CAVA DI VIA BERGAMO. LA CASSAZIONE DÀ RAGIONE AL COMUNE DI TREVIGLIO NEL CONTENZIOSO CON LA SOCIETÀ HOLCIM AGGREGATI CALCESTRUZZI SRL

 

La Corte di Cassazione con Ordinanza pubblicata il 19 ottobre 2022, ha definitivamente respinto   il ricorso della società Holcim Aggregati Calcestruzzi s.r.l., confermando quindi la legittimità della sanzione pecuniaria a suo tempo irrogata dal Comune, condannando altresì la società a rifondere le spese legali del giudizio

 

Ricostruiamo la vicenda.

Con Ingiunzione emessa in data 12 aprile 2012 ai sensi della legge 689/1981 il Comune di Treviglio aveva irrogato una sanzione amministrativa di €. 511.112 alla società Holcim Aggregati Calcestruzzi s.r.l. contestando la violazione dell’art. 29 della legge regionale 14/1998, cioè l’aver eseguito attività estrattiva senza rispettare il progetto di cava a suo tempo autorizzato. In particolare, alla società era stato contestato il mancato rispetto, nello scavo, delle pendenze delle sponde.

La Holcim aveva proposto opposizione innanzi il Tribunale di Bergamo che, aveva però dato ragione al Comune di Treviglio, respingendo l’opposizione. La sentenza del Tribunale venne impugnata da Holcim avanti la Corte d’Appello di Brescia, la quale, a sua volta confermava le ragioni del Comune con sentenza n. 952 del 13 giugno 2019. 

La società Holcim a quel punto decise di promuovere ricorso in Cassazione, cui ha resistito il Comune con un controricorso dell’avv. Carlo Orlandi.

Il Supremo organo giurisdizionale, con Ordinanza pubblicata il 19 ottobre 2022, ha definitivamente respinto   l’impugnativa della società, confermando la legittimità della sanzione irrogata dall’Ufficio Ambiente del Comune.

 

In particolare la Cassazione ha confermato la tesi giuridica sostenuta dal Comune, sottesa al provvedimento sanzionatorio,  secondo cui l’autorizzazione per la coltivazione della cava (ai sensi degli artt. 13 e 29 della legge regionale n. 14/1998) è rilasciata con vincoli di stabilità e di sicurezza ben determinati, che delimitano l’ambito dell’attività autorizzata, con la conseguenza che l’estrazione di materiale realizzata in violazione del progetto autorizzato costituisce attività vietata che va sanzionata.

 

Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026, 16:00

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